Il progetto "Equipe Mobile" è promosso dal
Dipartimento Dipendenze della ASL
della Provincia di Sondrio
in collaborazione con
Cooperativa Lotta Contro L'Emarginazione
L'intervento è reso possibile dai finanziamenti del
Fondo Nazionale Lotta alla Droga

 
equipe@tasso-so.it
 
L'esperienza fin qui condotta ci permette di concludere come non sia pensabile una prevenzione unica per le più diverse situazioni e sia sempre più necessario differenziare il messaggio a seconda dei contesti e delle caratteristiche di chi si vuole contattare, o almeno tentare di incontrare. Il progetto si muove, quindi, nello scenario degli stili del divertimento che non consentono, per la loro complessità e velocità di cambiamento, l'impianto di approcci d'intervento standardizzati.
Cosa facciamo
Il progetto prevede la partecipazione a situazioni di aggregazione e divertimento notturno con un obiettivo informativo, rispetto ai rischi connessi all'uso/abuso di sostanze psicoattive (lecite ed illecite), ma anche di orientamento ai Servizi del territorio.
Volendo definire una strategia globale d'intervento potremmo inquadrare "Equipe Mobile" come un progetto di riduzione dei rischi, una filosofia di intervento sociale che agisce in merito ad alcuni aspetti di un fenomeno "di moda": la ricerca del piacere durante le notti del fine settimana. Vogliamo assolvere agli obiettivi del progetto operando all'interno di strategie complessive che prevedono un significativo lavoro di rete costante con altre agenzie del territorio: i Servizi della ASL, gli Enti Locali, l'Ufficio Territoriale del Governo (Prefettura), le Forze dell'Ordine, i gestori dei locali del divertimento.
Equipe mobile in viaggio
"Equipe Mobile" opera con un camper sul territorio della Provincia di Sondrio offrendo, nei contesti del divertimento notturno del fine settimana, la possibilità di confrontarsi con operatori professionali sui rischi legati all'uso/abuso di sostanze psicoattive (legali ed illegali) per una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti.
Il Progetto è diventato operativo nel mese di agosto del 2002 ed in questo periodo è stato attivo soprattutto rispetto ad eventi all'aperto.
Nei prossimi mesi offriremo la nostra collaborazione ai locali della Valtellina: pub, disco-pub e discoteche..
Per operare in questi contesti abbiamo organizzato, attorno al camper, uno spazio interattivo perché crediamo che non sia solo importante dare informazioni, non solo esserci dove/quando le persone cercano maggiore "libertà nei comportamenti", ma soprattutto sapendo proporsi in sintonia con gli stili comunicativi espressi dai nostri interlocutori.
Non presupponiamo solo il fatto che noi si possa dire qualche cosa e che qualcuno sia lì ad ascoltare, ma vogliamo costruire assieme ai nostri interlocutori un confronto dove si parte dalle fantasie, dalle emozioni, dai sentito dire, dalle paure per arrivare assieme a sottolineare le informazioni/risposte più adeguate a ciascuna persona.
Allora ci siamo organizzati in modo che attorno al camper sia possibile trovare qualcosa da sgranocchiare in attesa di una sfida a calcetto, una cartomante per scoprire come andrà la propria serata, una postazione multimediale per sperimentarsi con giochi interattivi, dei truccatori per migliorare il proprio look della serata (colori per i capelli e tatoo), un banchetto ricco di materiali informativi forniti dalle campagne del Ministero Affari Sociali, un infuso d'erbe per scendere di tre toni, l'etilometro per confrontarsi con i propri comportamenti connessi all'uso/abuso d'alcol.

Gli strumenti significativi del progetto:
l’etilometro ed il questionario
  1. Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da un radicale cambiamento delle sostanze psicotrope e dei presupposti che animano le persone alla loro ricerca.
  2. .La scelta di farne uso è dettata più da un sentimento/desiderio d’inclusione che d’esclusione sociale, i riti del consumo sono strettamente connessi ai riti e ai costumi del divertimento, i pre-giudizi culturali non sono più in grado di esprimere un riferimento per le persone rispetto ai comportamenti individuali connessi all’uso/abuso di sostanze psicotrope.
  3. È stato necessario ri-orientare il mandato preventivo e declinarlo coerentemente ai destinatari ed ai loro comportamenti dettati dal desiderio di cercare divertimento, piacere e sballo.
  4. Abbiamo incrociato le nostre tradizioni operative: da un lato la cultura dell’accoglienza alla persona e dei progetti di sostegno individualizzati miratamente alla rielaborazione dei propri comportamenti; dall’altra la significativa pratica del lavoro nell’informalità, nei luoghi del divertimento, che ha fatto emergere un mondo di bisogni individuali “non legittimabili culturalmente” ai quali cercare di dare un orientamento.
  5. Una specificità d’intervento da esprimere nei contesti del divertimento notturno: pub, disco-pub, discoteche, rave, concerti, manifestazioni-eventi di festa all’aperto.
  6. Non ci rivolgiamo alla totalità dei giovani, ma solo a tutti quelli che presentano la caratteristica di pensare che tutto ciò che fanno è “normale”, e totalmente staccato da possibili conseguenze negative, che anche quando sono previste, o prese in considerazione, lo sono in modo molto virtuale, astratto, lontano dalla reale possibilità che possa accadere a loro ed ai loro amici.
  7. La non percezione dei rischi collegati a questi comportamenti, che vengono vissuti come normali, comporta che le conseguenze negative, anche quando accadono, sono attribuite a fatalità, destino avverso, ingiustizia, ecc. e non a responsabilità personali o di gruppo. Tutto ciò che è socialmente condiviso dal gruppo dei pari è per definizione giusto, giustificabile, e normale, e non può essere messo in discussione, quindi “ è possibile farlo, o addirittura, bisogna farlo”.
  8. Con questo non intendiamo, ovviamente, condividere il loro stile di vita (prova ne sia che tendiamo a favorirne un cambiamento ed una evoluzione), ma solo sceglierli perché particolarmente a rischio su differenti fronti, personale e sociale, psicologico, psicopatologico e sanitario in senso lato.
  9. Un ulteriore elemento, che ha determinato la scelta operativa innovativa dell’utilizzo dell’etilometro, è stato il rilevare che la sostanza più diffusa, la sostanza “iniziatica”, la sostanza comune a tutte le fasce d’età ed a tutti i territori fosse l’alcol.
  10. .Questo elemento ci ha posti di fronte ad un nuovo aspetto dei consumi determinato sostanzialmente dal fatto che l’alcol è una sostanza legale.
  11. Ci siamo proposti di promuovere un intervento caratterizzato da una sorta di “azione di consapevolezza” nel qui e ora del momento del divertimento.
  12. Il pensiero condiviso è stato quello che fosse possibile sperimentare l’utilizzo dell’etilometro, normalmente associato al controllo ed alla possibile sanzione, di natura prescrittiva in una modalità preventiva.
  13. L’etilometro come occasione per restituire ai soggetti una “fotografia” rispetto al proprio consumo alcolico, così da permettere una presa di coscienza in relazione ad eventuali comportamenti di abuso; rendere possibile il collegamento esplicito tra consumo di alcol e sintomi correlati, rilevare situazioni critiche di forte abuso o alcolismo, così da proporre l’invio a strutture preposte al trattamento.
  14. Per rendere più esplicito e fruibile questo confronto abbiamo affiancato al test dell’alcolemia la compilazione di un questionario anonimo caratterizzato da cinque aree: area anagrafica, area biografica dei consumi, area percezione alcol, area percezione guida, alcol e sostanze. Il questionario si chiude con il test dell’alcolemia.
  15. Tutti i dati raccolti sono stati l’oggetto del lavoro sviluppato assieme all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa che verranno presentati al convegno “Controlla il tuo tasso”.

Questionario [.doc ]